Giorno 42-46: Sant'Isidoro – tempesta, spiaggia e formiche

Il posto per la sosta a Sant'Isidoro ce l'hanno consigliato Elisa e Marco, una simpatica coppia di camperisti più o meno della nostra età che abbiamo conosciuto a Punta Prosciutto. Invece delle biciclette hanno con sé uno scooter, con cui girano in continuazione ed esplorano la zona e condividono con generosità le loro esperienze. A Sant'Isidoro li ritroviamo, e siamo di nuovo vicini di piazzola.
Debora e l'olio del 2020
Il giorno dell'arrivo passiamo davanti a Sant'Isidoro senza fermarci, perché a Lido Conchiglie, poco prima di Gallipoli, abbiamo appuntamento con Debora, una persona meravigliosamente calorosa che lì vicino sta costruendo una scuola parentale secondo i principi di Education for Life. Davanti a un caffè ci racconta del progetto, delle famiglie, degli insegnanti e delle sfide. Ci piace l'approccio globale, con il contatto con la natura e il lavoro sulle emozioni e la parte spirituale che risale a Yogananda. È bello sentire il suo entusiasmo, e ci sembra di incontrare una vecchia amica 😊.
Alla fine le chiediamo dove possiamo comprare del buon olio d'oliva. Ci consiglia la Cooperativa Agricola Olearia Sannicolese, dove andiamo subito dopo. Nel piazzale dell'azienda ci sembra poi tutto sorprendentemente familiare …c'eravamo già stati nel luglio del 2020, durante il nostro viaggio di allora in Puglia, quando Maddi era incinta di Lavinia e si era rotto il climatizzatore dell'auto, ma questa è un'altra storia.
La prima notte
La sera sistemiamo finalmente Enea nel parcheggio, e la notte ci riserva molta più avventura di quanta ne vorremmo. Comincia a piovere, poi arrivano i lampi e il vento, e presto il vento scuote il camper al punto che sembra di stare in una forte turbolenza in aereo, solo che non finisce. Fuori gli alberi ai bordi del parcheggio si piegano completamente di lato, gli altri camper sono sagome nella pioggia battente, e a un certo punto va via anche la corrente. Lavinia e Valentino dormono come sassi, del tutto indisturbati, mentre Maddi e io non chiudiamo occhio e speriamo di uscirne senza danni. La mattina dopo sappiamo in modo molto convincente che cosa significa «allerta meteo». Quella notte Maddi mi ha chiesto con quanta inclinazione si ribalta un camper — di sicuro con più di quella che abbiamo avuto ;)
Un acquario molto piccolo
La mattina dopo è grigia e andiamo a Santa Maria al Bagno, all'Acquario del Salento. È un acquario molto piccolo, con qualche stanza e qualche vasca, e non in tutte abita qualcosa che venga dal mare, però è esattamente della misura giusta per una mattinata grigia con due bambini. A pranzo cuciniamo sulla costa rocciosa con la porta aperta, e a quel punto il cielo è tornato azzurro da un pezzo.
Abitare proprio sulla spiaggia
Il parcheggio si affaccia direttamente su una baia con sabbia chiara e acqua bassa turchese e un faro molto riconoscibile dall'altra parte. È la differenza fra andare al mare e abitare al mare: ci andiamo la mattina e di nuovo a mezzogiorno e ancora la sera, quando il sole entra in acqua e Lavinia e Valentino sono ancora in costume seduti sugli scogli, Valentino con il suo cappello di paglia e la macchinina. La spiaggia da sogno però è talmente affollata ogni giorno che dobbiamo prima cercarci un varco.
A mezzogiorno vado a passeggiare con Valentino finché non si addormenta nel passeggino. Poi mi cerco un posto e uso quel tempo per i miei rituali, per il Qi Gong e per un allenamento breve e intenso. La domenica c'è il mercato a Sant'Isidoro, che raggiungiamo a piedi, con montagne di formaggio locale e molto saporito e i soliti banchi di frutta e verdura.
L'aperitivo di Lavinia
Da quando siamo lì, Lavinia desidera un aperitivo al tramonto sugli scogli. La sera in cui realizziamo il suo desiderio è la bambina più felice del mondo. Del tutto rilassante però non è, perché anche le zanzare sfruttano il tramonto, e in gran numero, per il loro personalissimo aperitivo a base del nostro sangue.
L'episodio delle formiche
Un giorno scopro alcune formiche nella zona d'ingresso. Poi guardo meglio …sono tantissime, in ogni angolo e dappertutto, e talmente tante che non si tolgono con uno straccio. Dietro di noi, sul prato, dev'esserci un formicaio. La domanda su come venirne a capo ci travolge per un attimo. Poi ci mettiamo al lavoro. Ci vogliono diversi giorni di aspirapolvere e scopa e qualche prodotto, prima che Enea torni senza formiche. Da allora guardiamo molto bene dove ci fermiamo.



































