· Il viaggio · scritto il 10 settembre 2026
54° giorno: Un asilo dentro un parco faunistico, e di notte il temporale

Maddi ha scovato il progetto e ha preso contatto: Wild Daisy è un asilo che sta dentro un piccolo parco faunistico, il Parco Faunistico Fiocco di Neve vicino a Civitavecchia. Ci accoglie Giulia, fondatrice e responsabile, con calore e senza tante cerimonie — e le altre due educatrici si chiamano anche loro Giulia. L’idea è che i bambini stiano fuori tutto il giorno e siano sempre circondati dagli animali, e questo dà al posto un carattere tutto suo.
Un biscotto per un procione
Quasi non ci crediamo di poter davvero entrare nel recinto dei procioni. Lavinia e Valentino all’inizio sono un po’ intimiditi e alla fine danno un biscotto a uno degli animali. Accanto ci sono suricati, canguri e gufi.
La nuova sede e l’allerta meteo
Wild Daisy sta per trasferirsi e la nuova sede andiamo a vederla con Giulia. Prima era il maneggio di un professionista del Palio di Siena, e il terreno è grande di conseguenza. Alcuni animali si sono già trasferiti, per esempio il mio preferito in assoluto, il kookaburra: un martin pescatore australiano, in Australia considerato uno dei simboli del paese, e Giulia ci fa vedere come si provoca la sua risata.
In realtà volevamo dormire anche lì, ma poi non possiamo, perché c’è di nuovo allerta meteo e hanno dei dubbi per via degli animali e dell’assicurazione, se dovesse succederci qualcosa. In più ci sono i grandi cani da guardia, che ci guardano storto e con tutta calma marcano ogni ruota di Enea. Siamo quasi soli nel terreno grande, il temporale sta arrivando e dobbiamo andare, senza sapere bene dove. Già l’uscita diventa un’avventura, perché sale ripida e il fondo in certi punti è mobile. Ce la facciamo per un pelo, al prezzo di un po’ di gomma lasciata per strada.
La notte
Non lontano troviamo un parcheggio in riva al mare e ci mettiamo a distanza di sicurezza da alberi e pali della luce. Quando arriviamo non c’è nessuno, il che non è particolarmente rassicurante, ma è tardi e non abbiamo alternative migliori. Maddi accende in camper una candela e un bastoncino d’incenso, perché oggi è l’equinozio e lei queste occasioni ce le ha sempre presenti. Poi arriva il temporale. Lavinia e Valentino dormono come sassi, Maddi e io chiudiamo occhio solo molto tardi, quando il temporale si calma. Guardo dal finestrino tutta quell’acqua e conto i secondi fra lampo e tuono e per tutto il tempo mi gira in testa la domanda di quanto sia sicuro un camper durante un temporale — un’automobile ha almeno la sua gabbia di Faraday.
Non entra acqua e non succede nient’altro. La mattina dopo è tutto bagnato e scopro che a un certo punto della notte un VW bus con il tetto a soffietto si è messo accanto a noi …me lo immagino decisamente più scomodo 😉









